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CLIMA E VEGETAZIONE, QUANTO IL PRIMO INFLUISCE SUL SECONDO?

PARTE 2/3

Per confrontare i due fattori principali: temperatura e altezza degli apporti idrici, si utilizza il rapporto suggerito da Gaussen pari a 1:2. Ovvero, la scala è impostata in modo tale che 10°C sulla scala di sinistra equivalgano a 20 mm di precipitazione sulla scala di destra.

Si dimostra che, se la curva delle precipitazioni si trova al di sopra del grafico della temperatura si tratta di una stagione umida. Come è evidente nel diagramma che segue, la stagione umida è rappresentata da linee verticali.


Diagramma climatico di Hohenheim, Stoccarda.

 

Diagramma climatico di El Golea, Algeria.

 

In quest’altro esempio, invece, la curva delle precipitazioni scende al di sotto della curva delle temperature. Questa situazione caratterizza una stagione siccitosa o arida e, graficamente, l'aria viene rappresentata puntata.

Quanto più l’area evidenziata da linee verticali o puntini è estesa in altezza, tanto più intensa è la stagione umida o secca.

Accanto alle due variabili più importanti, però, ci sono altri aspetti altrettanto rilevanti da considerare ai fini della valutazione dell’effetto del meteo sulla copertura vegetale di un dato territorio e che gli autori rappresentano nei grafici climatici come vedremo in seguito


Diagramma climatico di Odessa (Ucraina).

 

Un dato rappresentato è, ad esempio, la durata della stagione fredda e le temperature medie. Nel grafico, una linea spessa nera posizionata sotto lo zero rappresenta la stagione fredda; accanto a questa, però, i meteorologi hanno disegnato un rettangolo tratteggiato in obliquo posizionato anch’esso sotto lo zero.

La differenza tra le due tipologie di linee è sottile ma comunque importante. La linea nera rappresenta la stagione fredda in cui tutti gli anni è si registrano temperature sotto lo 0°C. Il rettangolo tratteggiato in obliquo, invece, evidenzia i mesi in cui è stata misurata almeno una volta una temperatura media al di sotto di 0°C dalla capanna metereologica durante il periodo di osservazione.

Altri parametri, invece, vengono del tutto ignorati da questi grafici in quanto sono stimati indirettamente dalle altre variabili rappresentate.

È questo il caso della copertura nevosa che, con buona approssimazione, si può ritenere parallela ai mesi in cui le medie sono inferiori a 0°C.

Dati invece che non condizionano direttamente lo sviluppo vegetale sono ignorati, come per i venti.

Nelle regioni steppiche può risultare utile effettuare degli aggiustamenti della scala al fine di distinguere dal periodo di siccità un periodo secco meno estremo. Quindi si realizza una nuova curva ausiliaria ponendo 10°C pari a 30 mm di pioggia (rapporto 1:3). Essa permette di delimitare un’area nel grafico che ha come limite inferiore questa curva e come limite superiore la curva delle temperature. A livello grafico, quest’area è rappresentata attraverso dei trattini orizzontali. Se anche questa curva di precipitazioni ribassata è sopra la curva delle temperature allora non si è registrata una stazione secca nella regione durante il periodo di osservazione.

 

Diagramma climatico di Odessa (Ucraina).

 

Nei casi delle regioni tropicali, dove le precipitazioni sono tanto abbondanti da superare i 100 mm/mese si applicano ulteriori aggiustamenti di scala.

Infatti, oltre questo limite la scala viene ridotta e passa dal rapporto 1:2 operato precedentemente (10°C corrispondono a 20 mm) al rapporto di 1:10 (10°C sulla scala di sinistra corrispondono a 100 mm di precipitazioni sulla scala di destra); la zona corrispondente viene evidenziata colorandola di nero. Questo perché apporti idrici così abbondanti non influenzano direttamente lo sviluppo della vegetazione.

 

Diagramma climatico di Douala, Camerun

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